C'è chi può e chi no. La Roma non può

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Pagine Romaniste - Dall'inizio della pandemia del Covid nel calcio italiano se ne sono viste di tutti i colori: chi voleva giocare per forza andando anche oltre le migliaia di vittime, chi non voleva giocare proprio, chi voleva uno scudetto inesistente e che non avrebbe mai vinto (come ampiamente dimostrato) a campionato completo. Insomma, come sempre, una grande confusione. Alla ripresa "normale" nulla è cambiato. Forse tutto è peggiorato.

C'è chi ha fatto intrallazzi per comprare Suarez a parametro 0, c'è chi non paga stipendi da mesi, c'è chi non parte per le trasferte, c'è chi si indirizza il calendario, c'è chi fa magheggi con i tamponi e c'è chi sbaglia un nome di qualche centimetro. Chi paga di tutti questi? Naturalmente gli ultimi e il nome corrisponde a quello della Roma. Diciamo basta e vogliamo che la giustizia, sportiva e non, sia uguale per tutti. Chi ha sbagliato, come successo nel caso della Roma, è giusto che paghi. Non è giusto che paghi, invece, soltanto il club giallorosso per aver fatto qualcosa da cui non ha tratto nemmeno vantaggio. O tutti o nessuno.

La differenza di trattamento è palese anche dal calendario stilato pochi giorni fa. La Roma è rimasta l'unica italiana in Europa per portare in alto la nostra bandiera. Naturalmente non viene nemmeno aiutata da una Lega che gli volta le spalle continuamente. Tra le partite contro l'Ajax e quelle di campionato non ci sono nemmeno le canoniche 72 previste tra un match e l'altro. Ma non ci sorprendiamo. Abbiamo visto una zozzeria del genere dopo il Cluj, quando la Roma tornò praticamente venerdì mattina (attorno alle 4 di notte), ma anche dopo il lungo viaggio in Ucraina.

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