Cristante, da sottovalutato a leader della Roma

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Bryan Cristante è il giocatore che tutti gli allenatori vorrebbero avere nella propria squadra. Quest'anno, più che mai, è stato un valore aggiunto e assolutamente prezioso per Paulo Fonseca risolvendo i diversi problemi in difesa dopo i numerosi infortuni di Smalling, Kumbulla e Ibanez. Si è messo a disposizione per il bene della Roma come probabilmente nessun altro ha fatto all’interno della rosa. Con la partita di giovedì contro l’Atalanta infatti Cristante è arrivato alla 22° partita giocata come difensore centrale nel corso di questa stagione. Tantissime, considerando che quello non è il suo ruolo naturale. La sua disponibilità spiega anche perché a uno come lui Fonseca non rinuncia praticamente mai: più di lui (40) tra i giallorossi hanno giocato solo Gonzalo Villar e Lorenzo Pellegrini, 41 presenze a testa.

Cristante è considerato troppo importante per tutti gli equilibri di squadra, sul campo ma anche fuori. Fonseca lo ha designato come secondo capitano, alle spalle di Pellegrini, da quando Dzeko è stato declassato. Quest'anno con la fascia al braccio il numero 4 ha giocato ben 11 gare, 9 vittorie e 2 sconfitte contro Juventus e Torino. Il classe '95 giovedì ha ritrovato il gol dopo più di un anno e mezzo, l'ultimo era datato il 15 settembre 2019 contro il Sassuolo: "Era tanto che non segnavo, spero di riabituarmi". Giocando come difensore è normale che le sue reti sono venute a mancare, ma la sua presenza in mezzo al reparto difensivo è fondamentale per il gioco della squadra. Fonseca ricerca costantemente la costruzione della manovra dal basso e Cristante è il jolly perfetto per questo. In molti lo criticano per alcuni errori nei passaggi o per delle coperture sbagliate, ma non è facile, a stagione in corso, adattarsi completamente ad un ruolo che di base non ti appartiene.

In passato anche Daniele De Rossi in diverse gare si è reinventato difensore. E fu proprio l'ex capitano giallorosso un paio d'anni fa ad esaltare il compagno di squadra nella conferenza stampa d'addio: "C’è un Bryan Cristante che arriva da Bergamo, io ne voglio altri cento di giocatori così. Perché anche se non è nato a Roma ci mette l’anima, da romanista. Non è solo una questione di essere nati nella Capitale". L'ex Milan incarna lo spirito romano e romanista, se ne sono resi conto anche i tifosi che vedendo il suo attaccamento alla maglia lo hanno consacrato come uno degli uomini da cui ripartire nella prossima stagione. La Roma, poco più di un anno fa, l'ha praticamente blindato facendogli firmare il prolungamento di contratto fino al 2024, ma non è un caso che qualche settimana fa il suo procuratore si sia affacciato a Trigoria per cominciare il dialogo per un nuovo rinnovo.

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